Back to the roots.

Prima volevo chiamare questo post "Back home". Dopo un po' ripenso - tecnicamente non vado a casa. Cambio il titolo a "Back to the roots", perché torno di nuovo alle origini, in un paese, dove tutto sembra così vicino: cibo, gente, natura. Dico 'di nuovo', perché in Ucraina ci torno ogni anno, ma sempre con la mente diversa. L'anno scorso, mi ricordo, andai lì neodiplomata, ispirata ed eccitata davanti alla vita che mi aspetta. Non volevo tanto andarci perché avevo troppe cose in corso in Italia, ma non me ne sono pentita. Quest'anno invece, le cose vanno diversamente. Dopo aver avuto una serie di difficoltà, sono felicissima di scappare per un po' dalla realtà alla quale sono abituata, rilassarmi e pensarci sui prossimi passi da intraprendere. Nulla da dire - nel momento in cui ti senti più sbilanciato del solito, basta appunto ritornare alle origini, al posto dal quale provieni, circondarti dalla gente che conosci da una vita e capire che, alla fine, è questa la felicità, e mentre ti ricordi chi sei e di dove sei - ed è subito nulla è impossibile per te.

È vero che non sarà mai la stessa cosa per me, dato che non posso andare esattamente a casa, alla regione di Donetsk dove sono nata. Con amarezza mi rendo conto che ci manco ormai da 4 anni. Tuttavia, la possibilità di riabbracciare i nonni e rivedere l’amica d’infanzia sono più importanti: non è poi così importante dove sei, ma con chi sei. Di mia amica posso parlare per giorni: ci siamo conosciuti in prima elementare e ora, dopo 16 anni, nonostante la distanza, le differenze in mentalità e lo stile di vita, siamo più vicine che prima. È opportuno fare anche un piccolo flashback alle mie origine e spiegare perché continuo a chiamarmi russa se ho il passaporto ucraino. Contrariamente a quel che ammettono alcuni, non ha nulla a che fare con le vicende del 2014: la risposta è molto più semplice. Avendo i genitori e i nonni russi di nazionalità, e avendo studiato alla scuola russa, non posso che sentire l’appartenenza a quella cultura. Ciò nonostante, continuo e ritornarci col piacere all'ovest d'Ucraina dove trascorro tanti bei momenti e incontro tanta gente interessantissima.

Ritornare al paese d’origine è sempre una specie di avventura: non a caso dicono, “ci vuole ritornare non per vedere com’è cambiato il posto, ma rendersi conto come sei cambiato tu”. Io, ogni anno che ci torno in Ucraina, purtroppo, mi sento sempre più distante dalla mia vecchia realtà. Molte cose stanno mutando, la vita sta cambiando, e persino le persone sono ormai diverse. Sento di non appartenere più a quello che ho lasciato el 2011: sarà perché sono 'europeizzata' in questi 6 anni, e non mi 'sviluppo' con il mio paese. Esempio banale sarebbe la cultura: entrando in un locale, sento la musica che non ho mai sentito dei cantanti o gruppi di cui non sapevo che esistessero. Oppure i prezzi: quello che all'epoca veniva considerato 'tanti soldi', ora on vale quasi nulla.

Ebbene, ora sono qui e sono molto... serena. Non posso trovare la parola migliore per descrivere il mio stato in questo momento. Cerca di vivere appieno ogni momento, godere ogni attimo, e cambiarmi. Per me, stare qui adesso è come stare in una clinica di riabilitazione: sto imparando a perdonare subito, vedere le cose in luce più positiva ed essere responsabile per il mio stato d'animo. Sto qui da soli 2 giorni ma posso già ritenere una frase letta qualche settimana fa su tumblr: "don't ask why someone hurts you. ask why you keep letting them."