My story

Il 3 luglio 2017, ho compiuto sei anni della mia vita in Italia. Guardando indietro, sembra che sia passata l'eternità da quando sono atterrata a Napoli per iniziare una vita nuova, tutto da capo. Nello stesso tempo, ho la sensazione che questi sei anni siano passati troppo velocemente. Mente preparavo questo post, ho scavato negli archivi più vecchi delle mie foto e mi sono resa conto che, alla fine, ne ho passate tante, certi momenti non sembrano che siano successi con me, qualcosa avrei preferito evitare, qualcosa - rivivere. Ma oggi vorrei soltanto raccontare la mia storia e condividere quel che ho imparato. E continuare la mia strada verso la conquista dei nuovi orizzonti.

Ero ancora in superiori quando seppi che mi dovrò trasferire tra sei mesi in Italia. Fu colpita negativamente: si, amavo l'Italia, c'ero stata parecchie volte prima di quel momento, mi piaceva, ma non lo vedevo mai come un potenziale paese per vivere. Non vedevo nessun paese del mondo come l'opzione per trasferirmi: ero in armonia con la vita che avevo. Da poco cambiai la scuola, trovai nuovi amici, fui attiva, felice e con i piani per il futuro. Avevo intenzione di studiare le lingue straniere alla Università Statale di Donetsk, continuare a vivere tranquillamente e spensieratamente la vita di tanti miei coetanei. Per questo, appena ricevetti la telefonata di mia madre con le notizie, rimasi pesantemente scioccata. No, non me ne andrò.

Tuttavia, col passare del tempo e col la dovuta pressione dalla parte di miei, accettai questa scelta, pur essendo costretta a farlo. Saltai un anno a scuola e, il 3 luglio del 2011 partii. Era doloroso non solo per me, ma anche per i nonni che mi hanno visto crescere tutti questi anni. Volai dall'aeroporto Internazionale di Donetsk,  adesso distrutto dalla guerra civile, e arrivai nuovamente a Salerno, ma adesso per sempre.

A settembre dovetti andare al liceo - fui iscritta al liceo linguistico, perché "sei molto brava con le lingue", dicevano. Ma era Luglio, estate, e me lo volevo godere, per quanto posso. Iniziai dunque a frequentare anche le lezioni d'italiano, per prepararmi un po' per lo studio. Non parlavo proprio la lingua, a stento avevo il coraggio di dire "Buongiorno!", "Grazie" e "Arrivederci!". Le lezioni le feci con un'insegnante italiana, e quindi incontrai tanta difficoltà a capirla. Ma, piano piano, mi abituai e a Settembre andai ai liceo. E' qui che inizia lo shock culturale - dalla scuola ucraina, che ci tiene fortemente alla disciplina, al modo di vestirsi di ragazzi, all'ordine e alle regole mi ritrovo laddove posso mangiare durante le lezioni, dove non ci sono le pause tra le ore, dove tutti si vestono come vogliono, fanno tardi e parlano ai professori come se fossero amici da una vita. Queste sono le cose che non succederebbero mai da noi - tutto mi sembrava strano ma alla fine, la particolarità degli esseri umani è che noi ci adattiamo a tutto.

All'inizio era dura - prendevo solo i voti bassi in tutte le materie, cercavo di spiegarmi in inglese, perché l'italiano non lo parlavo, coglievo degli sguardi su di me poiché ero "diversa" - mi misi all'ultimo banco dell'aula e, per non perdere tempo, iniziai a disegnare. Ben presto riusci a migliorarmi in questo e riempì un bel po' di sketchbooks con dei disegni con la penna nera, la cosa che adoro fare finora. Con lo studio andavo relativamente bene ma certe volte sentivo dire che non posso pretendere per un volto alto in quanto "sei una straniera e quindi non potrai mai sapere l'italiano al livello degli italiani" - fu la cosa che rifiutavo a capire fino in fondo - perché il voto si basa sulla nazionalità ma non sull'impegno e le conoscenze dell'alunno?

I primi anni della mia vita in Italia li dedicai a due cose: guardare le serie TV e mettere i soldi da parte per scappare via. Non sto scherzando. La sviluppo di questa storia, tuttavia, è piuttosto banale: non avendo gli amici e non potendoli trovare in quanto non conoscevo la lingua, la maggior parte del tempo trascorrevo a casa circondata da cibo, libri, e, appunto, le serie TV. è cosi che si diventa nerd.

Ben presto la situazione cambiò, iniziai ad uscire, conoscere le persone e praticare la fotografia. Persi tanto peso e acquisì gli disturbi alimentari, la cosa con la quale sto combattendo un po' fino ad oggi. Ma questo è l'argomento di un altro post.

La vita si stava migliorando - sia nello studio, che dal punto di vista sociale. Durante l'anno studiavo, e d'estate andavo per due mesi in patria.

Tuttavia, tutto cambiò nel 2014, quando ebbe l'inizio la guerra civile in Ucraina, nella regione di Donetsk di dove sono io, e questo cambiò per sempre la vita di molte persone, la mia non è stata un'eccezione.

A casa non ci sono andata fino ad oggi, anche se continuo a visitare Ucraina ogni anno. Non ho mai potuto immaginare, nel lontano 2014 che un giorno non potrò più andare tranquillamente a casa, vedere i miei amici e parenti, rilassarmi. Sono di una città piccola, piuttosto sporca a causa delle fabbriche e delle miniere, ma è il posto dove ho iniziato a scoprire me stessa, è il posto che mi ha regalato gli amici per tutta la vita, che mi ha insegnato le prime lezioni di vita fondamentali.

L'anno scorso, mi ritrovai in una situazione complicata e confusa in termini delle scelte di vita. Dopo 5 anni di studi, successi e fallimenti, amori ed amicizie, presi 97 all'esame di stato (e capì che, alla fine, non c'è nulla di impossibile e i professori sbagliavano su di me), dovevo ora fare qualcosa di adulto con la mia vita. Ma cosa? Mi identifico come multipotentialite, ovvero mi piacciono fin troppe cose per poterne scegliere una da fare per tutta la mia vita. Do troppa importanza al tempo e quindi non volevo sbagliare con l'università e dover studiare quel che, alla fine, non mi servirà né piacerà... Volevo investire il mio tempo e la mia energia su qualcosa di utile, piacevole. 

Ora, siamo a luglio del 2017 ed ecco dove sono. Ho preso un anno di 'pausa' dagli studi per capire chi sono e cosa voglio dalla vita. Ho iniziato a lavorare, ho creato il blog e ho le idee ancor più chiare su dove voglio muovermi. Ho raccolto, fino ad ora, 1 TB di foto (infatti, non era facile programmare questo post in quanto ho dovuto rivederle quasi tutte!). Ho ritrovato l'ispirazione perduta verso l'arte di fotografia, mi sento in armonia più assoluta, come non mi ero sentita mai prima. Non sto su un punto fermo e questo è l'importante.  Ho capito chi sono e cosa voglio? No, perché nella vita non bisogna mai arrivare ad un "punto d'arrivo", bisogna stare in un continuo sviluppo e non fermarsi mai. E questo è solo un inizio!

Cosa ho imparato in questi sei anni?

  1. Pianificare è bene, ma non bisogna mai scordare di vivere nel momento.
  2. Non sempre ci saranno le persone attorno che ti tireranno su e ti sosterranno. L'aiuto e il sostegno lo devi cercare in te stesso.
  3. La vita è troppo breve per fare quello che non ti piace. Se sei soddisfatto con quello dove sei oggi - perfetto, se no - non è mai troppo tardi cambiare qualcosa.
  4. Cogli qualsiasi opportunità che ti dia la vita. Ci pensi dopo. E' sempre meglio accettare una proposta e fare qualcosa, anche se dopo realizzerai che non è fatto per te e tirarti indietro, anziché non farlo e rimpiangere per tutta la vita.
  5. La distanza è lo strumento migliore per capire che veramente ti sta vicino.
  6. Se impari a stare bene da solo, sarai una persona felice. La tua felicità non deve dipendere dagli altri.
  7. La miglior vendetta è il successo.
  8. Le difficoltà ci saranno sempre, le persone ci faranno sempre soffrire, ma sta a te scegliere come reagire alla negatività. Cerca sempre di vedere qualcosa di positivo anche nei giorni più bui, e sappi che la felicità è una scelta.
  9. Non giudicare mai. Per quanto le circostanze possono essere spiacevoli, non sai mai le vere intenzioni di una persona, non sai mai al 100% la sua situazione.
  10. Sii aperto ai cambiamenti. Io provengo da una cultura totalmente differente da quella italiana ed europea in generale ma, solo essendo aperta e flessibile, ho potuto combinare in me armonicamente le qualità che ritengo migliori da entrambe le culture. 
  11. Gli amici sono importanti ma segui la tua strada. Quando stavo ancora in Ucraina, non volevo trasferirmi a causa degli amici che avevo. Ora con molti di loro non mi sento più, ma all'epoca rischiavo di perdere una grandissima opportunità.