turning 24

          Aprire una pagina bianca, dopo tre mesi, mi da una sensazione di comfort. Quest blog per me è stato sempre un posto in cui rifugiarmi ed esprimermi, senza avere paura di essere giudicata. L'ho creato due anni fa, pochi mesi prima di compiere 22 anni, in un periodo difficile della mia vita. Era senza uno scopo preciso, soltanto perché amavo scrivere e condividere e volevo farlo su una piattaforma carina. Ora però, nonostante le pause, sessioni, torno qui, prendo una tazza di bevanda calda e mi metto a scrivere le frasi random, per poi poter comporre il post che avevo in mente. Sto nuovamente in un periodo complicato. E ora, più che mai, tornare qui mi rende felice.

 

          Ultimamente sto riconsiderando molte cose riguardanti il mio modo di vivere, i miei abitudini, il mio approccio verso me stessa e gli altri, dove indirizzo la mia attenzione e così via. Non è facile, ma, come avevo già scritto una volta in qualche post antico, se ti circondi dalle persone che condividono le tue passioni e le tue idee, diventa tutto molto più facile. Anche se queste persone si trovano sul web. Sto leggendo le storie, mi sto ispirando e sto capendo che ora è il periodo giusto per stravolgere tutto.

 

          Si dice che la seconda "crisi adolescenziale" arriva verso 24-25 anni. Non posso ancora confermare o smentire questa affermazione, perché sono passati pochi giorni da quando ho compiuto ventiquattro anni. In realtà, ho pubblicato una piccola nota sulle cose che ho imparato nell'ultimo anno della mia vita (e se c'è qualcosa che non cambia mai negli anni per me è l'importanza che do ai "resoconti": dopo compleanni, capodanni, momenti importanti ecc.), ma qui vorrei aggiungere ed approfondire qualcosa. Infine, è sempre meglio imparare sugli errori altrui che su quelli propri :)

          Adoro i miei compleanni solo perché è la mia festa preferita. Ma non ho mai sentito (o meglio, cerco di non sentire) il peso degli "anni". Intendo dire che, ovviamente la società ci assegna dei "compiti" man mano che diventiamo più grandi, e se non li realizziamo, allora siamo quasi sottosviluppati. Se in una certa età non hai un partner/non hai lavorato/ancora non sei laureato, hai problemi. E questa cosa mi ha sempre fatto arrabbiare ma anche influenzato in un certo senso. Avete presente il meme, "quando ho soldi li spendo sulle stronzate, quando non li ho, li spendo sulle stronzate comunque, ma con un po' di ansia"? Ecco, qui funziona più o meno così. Vivo come credo sia giusto, ma spesso qualche frase occasionale o qualche video sul web o qualche commentino dalla parte di un rappresentante della generazione "adulta" mi fanno domandare me stessa se sto seguendo la strada giusta. Perché è molto facile commettere degli errori.

 

          Sotto ci sarà la lista non solo delle cose che ho imparato, ma anche dei punti che ho riconsiderato, oppure le cose che sapevo già ma vale la pena ripeterle, perché li ignoravo. La lista, fatta dalla persona che 15 anni fa credeva che avere 24 anni equivale a essere una persona di successo, avere famiglia, forse anche figli ed essere "e posto". Invece avere quest'età è stare in mezzo tra il periodo adolescenziale e quello adulto. E' il periodo di voler fare tanto, di dire di sì alla vita e di imparare, molto.

1. La vita è in movimento.

 

         Jorge Drexler canta che "siamo vivi perché stiamo in movimento", e questa frase ha senso da qualsiasi punto di vista. La vita è in movimento, quindi per vivere dobbiamo essere flessibili. Da quando ho iniziato a leggere di più sulle vite delle persone che mi ispirano, da quando ho iniziato a leggere i loro post, libri, articoli ed interessarmi delle loro vite, mi sono resa conto che c'è una cosa che li accomuna, anzi, sono due. Innanzitutto, nessuno di loro sa per certo cosa vuole fare e cosa sta facendo ora, nessuno ha un punto d'arrivo nelle loro teste. Seconda cosa - ciò non li ferma. Non si fermano a pensare che quando dimagriscono/guadagnano un milione/si trasferiscono in un altro paese, inizieranno a vivere appieno ed agire. Non pensano che quando inventeranno un progetto/prodotto che sarà al 100% perfetto, inizieranno a mettere in atto le loro idee. Loro fanno e basta. Inutile dire che negli occhi degli altri sono le persone che hanno raggiunto tanto, ma per loro stessi, stanno ancora in ricerca.

 

          Ecco perché vorrei sottolineare l'importanza del muoversi. Fisicamente, sì - perché ciò migliora la nostra salute, mentalmente - perché così evolviamo. Anche se non sai qual è il tuo punto di arrivo, le idee migliori arrivano nelle mani di chi va cercando.

2. Gli altri non contano.

 

          L'errore più grande che ho fatto nell'ultimo anno era di dare troppo peso a cosa pensano gli altri anziché a cosa penso io. Il secondo errore più grande era dimenticare me stessa per far felici gli altri.

 

          Ora, non fraintendetemi: non sto dicendo che bisogna mandare tutti in quel paese e strafregarsi di altre persone e di loro pensieri/sentimenti. Voglio dire che, col rispetto verso gli altri, non dimenticare dei propri sentimenti e propri pensieri. Diciamo la verità, quante volte siamo stati influenzati dall'opinione di altri? A volte non ci rendiamo conto, ma succede che usciamo quando non vogliamo uscire perché "è sabato sera", vogliamo vestirsi colorati, e invece indossiamo colori più cupi, par paura di "cosa penseranno gli altri". Questa lista è infinita.

 

          La seconda questione è "compiacere gli altri": spesso, alcune persone chiaramente invadano i nostri spazi personali, sfogano la loro rabbia su di noi e nascondono le loro opinioni soggettive sulla nostra vita sotto il velo di "critica costruttiva". Quando reagiamo di conseguenza, spesso veniamo accusati di "non capire le battute", "essere intolleranti alla critica" e in generale risultiamo di essere "peggio di quanto si aspettavano". Anche qui, sottolineo che, con rispetto, gentilezza, ma anche con determinazione e franchezza, bisogna difendere i propri confini e non permettere agli altri certi comportamenti. Cercando di compiacere gli altri, innanzitutto, perdiamo molto tempo, ma non solo: diamo attenzione alle persone che non lo meritano e ci perdiamo nella molteplicità di aspetti che possano definirci, dimenticando innanzitutto chi siamo per noi i per nostri cari.

 

          Le aspettative degli altri esistono, ognuno ha diritto di pensare ciò che vuole ma solo noi siamo responsabili per le nostre vite. Meglio essere felici con pochi amici anziché impazzire, cercando di essere amati da tutti (spoiler alert: è comunque impossibile).

3. The dark side of la vita sociale.

 

          Invidio tanto le persone che riescono a bilanciare tutto. Uscite, studio, lavoro, sport, tempo per se... io non faccio parte di questo gruppo di persone. Mi dedico pienamente a qualcosa in particolare e tralascio il resto. Uno dei miei obiettivi per l'anno prossimo è imparare a trovare un'equilibrio. Ciò che ho imparato ora, però, è che non si può avere tutto. Di conseguenza, bisogna dedicarci dei giorni in cui siamo tete-a-tete con noi stessi. Fare niente, guardare Netflix, leggere, mangiare può essere terapeutico. 

4. Consapevolezza è tutto.

 

          Usare tanto Instagram fa male. Mangiare un certo tipo di prodotti fa male. Questo fa male, quello fa male... tutto fa male. D'accordo. Tuttavia, quest'anno ho capito che nulla può danneggiarti se usato nei limiti e, prima di tutto, con consapevolezza. Essere coscienti di quello che facciamo di giorno in giorno e delle conseguenze è importante.

 

           Ad esempio, il soprammenzionato Instagram. Si, overdose di immagini perfette della vita non vera dei blogger potrebbe creare danni, da un lato, ma dall'altro potrebbe ispirare. Mangiare esclusivamente prodotti di origine vegetale per qualcuno è una pazzia, invece per qualcuno è il migliore stile di vita. In tutto quello che facciamo o mangiamo, con chi interagiamo o come pensiamo, deve essere prodotto della nostra piena consapevolezza.

5. Sei l'artefice della tua vita ma hai bisogno del calcio nel sedere.

 

          Non smetterò di ripetere che life's what you make it, e quest'anno l'ho capito meglio che mai. Tuttavia, quell'immagine fantastica che ci fanno vedere nel web, di come un'idea, un pensiero stravolge le vite, non è del tutto giusta. E' vero che il pensiero è importante, ma se non ti spingi di andare oltre questo pensiero, rimani dove stai. Ispirazione, motivazione è importante, ma viaggi e soldi non bussano nella porta da soli. Per cui, a volte ci vuole sacrificare qualcosa per arrivare a qualcos'altro. E se le priorità sono importate bene e con consapevolezza (vedi punto precedente), se i tuoi sogni te li sei messi in testa tu e non la società, allora quei sacrifici varranno la pena.

6. Un consiglio sulla scelta di cosa fare nella vita.

 

          Nella mia vita c'è una persona a me molto cara, con cui abbiamo 24 anni di differenza, con cui di volta in volta ci vediamo per un caffè. Ogni volta, però, dopo vari aggiornamenti sulla vita finiamo a parlare degli argomenti più problematici e più 'pesanti', e non c'è una cosa che lei mi ha detto che infine non si è rivelata essere vera. Ecco, ora condivido con voi due consigli importanti che mi ha dato durante la nostra ultima chiacchierata.

 

          Quando non sai cosa fare nella vita, quando non riesci a capire quel è la tua strada, vai per esclusione. Ovvero, se non riesci a decidere che ti piace fare, pensa a cosa non ti piace fare. Un lavoro da ufficio o uno che ti permette di spostarti? Vuoi avere a che fare con le persone o, al contrario, vuoi essere freelance e lavorare in solitudine? Quando sai cosa non vuoi, non prendi ciò che capita, e andando per esclusione puoi arrivare ad un numero ristretto di possibilità e provare un po' tutto per capire meglio. E se comunque ti piacciono tante cose, ti consiglio di guardare questo video.

7. Un consiglio sulla vita amorosa.

 

          Con la stessa persona (vedi punto precedente) abbiamo parlato molto anche della vita privata. Cito, e non aggiungo altro.

 

          "Non basta trovare la persona giusta per te. Sono fondamentai anche il posto, il tempo, le esperienze. Se avessi incontrato il mio marito 10 anni prima dell'effettiva data d'incontro, non staremmo mai insieme, invece ora sono la donna più felice del mondo. Tu e il tuo eventuale partner dovete essere sullo stesso punto della vita, anche e soprattutto mentalmente. Altrimenti, qualcosa inevitabilmente andrà storto."

8. Trust your gut.

 

          E' una delle cose che mi ripeto sempre, ma quando arriva il momento giusto, puntualmente la ignoro. Gut is your guardian angel. Se qualcosa sembra che non faccia per te, lo è. Anche se provi a dirti il contrario, anche se speri che la situazione cambi, anche se cerchi di ignorare quella piccola vocina dentro di te che ti sussurra: "questa persona non fa per te"/"questo lavoro ti distrugge"/"cambia indirizzo universitario, questo non fa per te", e così via, e così via. L'abbiamo sentita tutti quella vocina. Ma come facciamo a distinguere i pensieri dettati dalle paure e ansie e l'intuizione, quella vera? Le paure ci agitano, l'intuizione no. Se abbiamo paura, ansia, panico, il nostro corpo reagisce di conseguenza, facendoci tremare, sudare, immaginare le cose impossibili nella nostra testa. Invece l'intuizione sta lì e basta. E' una cosa che sai che esiste, e prima o poi, come dimostra pratica, è una cosa a cui infine dai sempre ragione.

9. Guardare dentro, non fuori.

 

          Guardando un video di psicologia su YouTube (non lascio il link qui perché è in russo), che parlava di autostima, mi sono fermata a pensare di una cosa che ha detto, che poco ha a che fare con l'autostima, e tanto - con il nostro rapporto con il mondo in generale. Lei ha spiegato che, qualunque cosa accada, possiamo concentrare il nostro luogo di controllo (locus of control) dentro di noi o fuori di noi.

 

          Secondo Wikipedia, "sono stati individuati due tipi di locus of control: interno (posseduto da quegli individui che credono nella propria capacità di controllare gli eventi) o esterno (posseduto da parte di coloro che credono che gli eventi della vita, come premi o punizioni, non siano il risultato dell'esercizio diretto di capacità personali, quanto piuttosto il frutto di fattori esterni imprevedibili quali il caso, la fortuna o il destino)". L'articolo italiano è piuttosto limitato, vi consiglio leggere quello in inglese oppure approfondire qui o qui

 

          Inutile dire che per avere, appunto, miglior controllo della nostra vita, dobbiamo guardare dentro, non fuori. Non "sono stato ingannato", ma "perché mi sono fidato delle persone che non lo meritavano"; non "in questo paese non c'è lavoro per giovani", ma "cosa faccio io per trovare lavoro che mi piace"; non "che università di m*$da, i professori non aiutano, troppi esami, libri, ecc.", ma "sono sicuro che mi piace l'università che ho scelto? se sì, cosa mi vieta a impegnarmi di più per raggiungere il mio obiettivo, frutto della mia scelta consapevole?"

10. Sei una pianta. Nutrisciti.

 

          Un'altra cosa a cui non c'ho mai pensato ma che è sempre stata davanti ai miei occhi: se le necessità base non sono soddisfatte, non c’è da sorprendersi che sono poco produttiva. Spesso mi chiedevo perché ho poca voglia di fare le cose, sono spesso nervosa e sembra che stia su un punto fermo. E poi ho notato quante ore dormo, cosa mangio e quanto mi muovo e i miei dubbi sono svaniti da soli. Avete presente la famosa piramide di Maslow? Ecco, se i bisogno fisiologici non sono soddisfatti, è difficile garantire l'armonia negli altri ambiti. Pensiamo prima a dormire bene, mangiare bene, muoverci, prendere cura di noi stessi, e poi dopo pensiamo a come scalare l'Everest.